Speleologia

Informazioni

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Descrizione

Le Grotte delle Vene si sono formate grazie all’erosione provocata dall’acqua proveniente dagli inghiottitoi carsici posti ad alta quota dove la neve in accumulo alimenta le sorgenti in tutto l’arco dell’anno. Lontano dalle più battute cavità aperte alle grandi masse, le Grotte delle Vene sono per chi vuole vedere e conoscere a fondo un ambiente vivo, in movimento.

La cavità rappresenta, con la continua Grotta delle Fuse, la risorgenza di tutto il sistema del Mongioie. E’ ubicata in sinistra orografica della Val Tanaro, circa 300 m più in alto dell’attuale fondovalle. La morfologia prevalente del sistema, che si sviluppa per oltre 4km, è rappresentata da un reticolo di gallerie, per lo più freatiche, disposte su due livelli fondamentali, con scarsi approfondimenti gravitazionali.

La grotta può essere divisa in cinque parti, di cui le prime due visitabili con la normale attrezzatura da speleologia, mentre per le altre occorre l’attrezzatura da speleo-sub in quanto si devono superare tre sifoni. L’ingresso è caratterizzato da una volta alta 12 metri; si sale sulla sinistra e si raggiunge una saletta con clasti. Dopo una cinquantina di metri, con brusche retrovisioni sullo stesso fascio di fratture, al primo bivio si distinguono due diramazioni con alcuni collegamenti intermedi. Si prende così la diramazione di sinistra che procedendo si allarga in ampi condotti di tipo freatico totalmente fossili. Proseguendo si giunge ad una cascata (1 sifone). Il sifone si può superare tramite un camino sulla sinistra (detto passaggio Bypass), attrezzato con corde fisse. Di qui si ha accesso alla seconda parte della grotta caratterizzata da un fiume d’acqua superabile con una serie di traversi a pelo d’acqua, tutti attrezzati, fino a giungere al secondo sifone insuperabile se non con la muta.

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